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Storia della CCIAA

Le Camere di Commercio affondano le radici in epoca medievale, in quanto la loro più remota origine può rinvenirsi nelle corporazioni di arti e mestieri che legavano tra loro gli appartenenti alle varie categorie di mercanti e artigiani.

In Italia, il primo organismo camerale vero e proprio nacque a Firenze nel 1770, per iniziativa del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, ed altri ne sorsero in Lombardia nel 1786, con editto dell’imperatore Giuseppe II. Nel 1811, sotto l’influenza della Francia napoleonica, furono invece istituite in maniera più diffusa le Camere di Commercio, Arti e Manifatture, con compiti di tutela delle categorie produttive rappresentate, di giurisdizione commerciale e di raccolta di dati e notizie sulla situazione economica.

Dopo la caduta di Napoleone e la conseguente Restaurazione, nei diversi Stati italiani gli enti camerali furono disciplinati in maniera differente, finché la legge 6 Luglio 1862, n. 680, all’indomani dell’unità, non diede per la prima volta al paese un’organizzazione camerale omogenea, prevedendo l’istituzione in ogni Provincia delle Camere di Commercio ed Arti, deputate a "rappresentare presso il Governo e promuovere gli interessi commerciali e industriali" della circoscrizione territoriale di competenza.

La disciplina così introdotta rimase in vigore fino al 1910, anno in cui fu varata una legge di riordino degli organismi (n. 121 del 20 Marzo), che assunsero la nuova denominazione di Camere di Commercio ed Industria, con il compito, tra l’altro, di tenere il Registro delle Ditte, nel quale avrebbe dovuto iscriversi chiunque esercitasse un’attività commerciale od industriale.

Successivamente, il R.D.L. 8 Maggio 1924, n. 750 qualificò formalmente gli Enti camerali come pubblici, ma pochi anni dopo il regime fascista ne decretò la soppressione, con trasferimento di tutte le funzioni ai neonati Consigli dell’economia corporativa. A loro volta, questi ultimi furono disciolti, a guerra non ancora finita, dal D.Lgs.Lgt. 21 Settembre 1944, n. 315 e vennero ricostituite, con nuova denominazione, le Camere di Commercio, Industria e Agricoltura (cui si aggiunse, nel 1966, la voce "Artigianato").

La disciplina dettata dal decreto n. 315 aveva carattere dichiaratamente provvisorio, in attesa di una normativa organica di riforma, ma, com’è noto, nella pratica le Camere di Commercio hanno vissuto in questa situazione di precarietà per quasi cinquant’anni, fino al varo della legge 29 Dicembre 1993, n. 580 (poi modificata dal D.Lgs. 15 Febbraio 2010, n. 23).

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La legge 6 Luglio 1862, n. 680, che sancì la creazione in ogni Provincia del Regno di una Camera di Commercio ed Arti, prevedeva che, in concreto, ciascun organismo venisse istituito con decreto reale, sentito il parere della Deputazione provinciale e del Consiglio del Comune capoluogo.

Nella provincia di Sassari, il relativo procedimento fu avviato dal Prefetto che, su invito del Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, richiese i prescritti pareri nel Luglio 1862. Le risposte furono naturalmente positive, specie quella del Consiglio comunale, in considerazione dell’utilità del nuovo Ente nel quadro dello sviluppo dell’economia locale.

Esaurito l’iter istruttorio, fu quindi emanato il Regio Decreto 31 Agosto 1862, n. 814, che istituiva la Camera di Commercio ed Arti di Sassari, con giurisdizione in tutta la provincia e con sede nel Capoluogo.

Dalle prime elezioni camerali, indette con successivo decreto reale e tenutesi nel Dicembre 1862, risultò un Consiglio composto prevalentemente da commercianti, essendo questa la categoria produttiva all’epoca più rappresentativa, specie nel territorio urbano.

L’insediamento ufficiale del nuovo Ente avvenne il 1° Gennaio 1863 e il successivo 18 Febbraio fu eletto il primo Presidente, il negoziante Vincenzo Lombardi.

Le norme relative al funzionamento interno dell’Ente furono dettate per la prima volta da un Regolamento approvato nel Marzo 1863 e furono riprese, senza sostanziali modifiche, da un secondo Regolamento, deliberato nel 1878. Dall’esame combinato di queste normative, nonché dei processi verbali delle sedute del Consiglio, risulta come l’intero assetto organizzativo-funzionale della Camera di Commercio ed Arti di Sassari, nel periodo compreso tra la sua istituzione e la fine del secolo XIX, ruotasse attorno a cinque elementi portanti: la sede, il Consiglio camerale, cui spettavano le decisioni più importanti relative alla vita e all'attività dell'Ente, l’Ufficio di Presidenza, il personale e le finanze.

Prima sede camerale fu un appartamento con ingresso in Via Maestra (attuale Corso Vittorio Emanuele), cuore del centro storico della città, mentre quella odierna si trova in un edificio sito in Via Roma, risalente ai primi anni del Novecento e appositamente ristrutturato.

Fin dalla sua istituzione, l’Ente camerale di Sassari ha esercitato una forte influenza sulla vita economica del Nord Sardegna, svolgendo, accanto alle tradizionali funzioni amministrativo-burocratiche, un’intensa azione di studio, incoraggiamento e promozione di tutti i settori produttivi del territorio: commercio interno ed estero, industria, artigianato, credito, trasporti. Specie quest’ultimo settore, data l’importanza dei collegamenti marittimi per lo sviluppo economico del territorio, è sempre stato al centro dell’attenzione della Camera di Commercio: basti ricordare che nell’ultimo dopoguerra, quando fu proposta l’istituzione della linea Porto Torres-Genova, essa si batté a lungo, ed alla fine con successo, per far comprendere a tutte le categorie produttive interessate quanto fosse importante cogliere tale opportunità per cercare di sviluppare al massimo i collegamenti con la Penisola.

Anche i settori dell’agricoltura e dell’allevamento, di grande importanza per l’economia locale, sono stati spesso oggetto di particolare attenzione, nonostante tali attività siano state a lungo formalmente escluse dal novero delle competenze camerali.

Negli anni più recenti, l’attività di promozione e sostegno dell’economia del territorio si è ulteriormente intensificata, dopo che la legge di riforma del 1993 ha ridefinito le funzioni delle Camere di Commercio, sancendone con chiarezza il ruolo di centri di riferimento e impulso per le imprese. Di conseguenza, oggi più che mai la Camera di Commercio di Sassari è impegnata, in stretta collaborazione con le varie associazioni di categoria, nel compito di fornire servizi reali alle imprese del territorio.

 

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