Ven 04 Ago, 2023
Il “nuovo” PNRR Cosa cambia per il settore dell’energia
Lo scorso 27 luglio il Governo ha divulgato la bozza di testo contenente le proposte di modifica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il nuovo programma REPowerEU. Le modifiche riguardano 144 investimenti e riforme e sono suddivise in: 1) modifiche per l’eliminazione dal PNRR di alcune misure, che saranno finanziate attraverso altri fondi (es. Piano Nazionale Complementare e i fondi di coesione); 2) modifiche di riallocazione e riorganizzazione delle misure. Un esempio della prima tipologia di modifica riguarda gli interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni (Misura M2C4 – Investimento 2.2 - progetti in essere in capo alle amministrazioni comunali), che nelle intenzioni del Governo saranno totalmente definanziate dal PNRR e riallocate sui fondi nazionali. Un esempio invece della seconda tipologia di modifica riguarda le comunità energetiche (Misura M2C2– Investimento 1.2). L’investimento mira come noto a fornire sostegno alle comunità energetiche, in particolare in comuni con meno di 5.000 abitanti allo scopo di consentire l’installazione di almeno 2 000 MW di capacità aggiuntiva da fonti rinnovabili, per una produzione indicativa di 2 500 GWh/anno, accoppiati a sistemi di stoccaggio dell’energia. Il Governo propone, ma senza specificare il come e senza fornire dettagli quantitativi, di ridefinire le modalità di erogazione del sostegno, ridurre i target finali di produzione della capacità installata e di eliminare completamente l’obiettivo della produzione indicativa.
Oltre a queste modifiche, che appaiono al momento piuttosto generiche e che sono destinate a creare non pochi problemi ai soggetti attuatori, molto più rilevante per il mondo dei professionisti è il nuovo Capitolo Repower EU , che vale circa 19 miliardi, di cui circa 3 sono risorse aggiuntive erogate dalla Commissione e il resto sono risorse che derivano dalla riallocazione dei fondi del PNRR e dai fondi di coesione. Il capitolo Repower, che si pone l’obiettivo di migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas, diversificare gli approvvigionamenti e incentivare l’efficienza energetica degli edifici, si compone di 3 capitoli (Reti, Transizione verde ed efficientamento energetico e Filiere) e di alcune riforme settoriali, come la riduzione dei costi di connessione alle reti della produzione di biometano, lo sviluppo delle Green Skill , la definizione di un Testo unico rinnovabili.
Il primo investimento di REPowerEU (Reti – Tab 1) contiene un primo gruppo di progetti volti al rafforzamento strategico delle reti elettriche di trasmissione e distribuzione dell’energia (subchapter A), tra cui anche il collegamento a corrente continua Italia–Corsica–Sardegna per lo scambio di energia elettrica tra la terraferma italiana, la Corsica e la Sardegna. Un secondo gruppo di progetti riguarda invece le reti di trasmissione del gas (subchapter B), nella prospettiva della conversione degli impianti al trasporto di idrogeno.
Tab. 1 Primo investimento - Reti

Il secondo investimento (Transizione verde ed efficientamento energetico- Tab.2) si concentra su 4 aspetti: 1) la produzione di energie rinnovabili (subchapter A); 2) le misure a favore delle attività produttive (subchapter B), tra cui gli incentivi Transizione 5.0 green e i crediti di imposta e 3) gli investimenti dedicati all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e privato (subchapter C) e infine il cosiddetto eco bonus sociale che mira a promuovere l’efficientamento energetico delle abitazioni delle famiglie a basso reddito per affrontare il problema della povertà energetica. Nel complesso sono 10 investimenti che assorbono complessivamente circa 15 miliardi di euro.
Tab. 2 Secondo investimento – Transizione verde e efficientamento energetico


L’ultimo investimento (Filiere- Tab.3) si concentra sulle misure di sostegno alle catene del valore, per la competitività del sistema Italia, focalizzandosi sulla promozione delle filiere dell’energia rinnovabile, soprattutto nella prospettiva dell’economia circolare e del recupero dei materiali rari. Le 2 proposte intendono l’approvvigionamento delle materie prime critiche e l’adozione di tecnologie net zero a supporto delle filiere del made in Italy.
Tab. 3 Terzo investimento – Filiere

Oltre a queste modifiche, che appaiono al momento piuttosto generiche e che sono destinate a creare non pochi problemi ai soggetti attuatori, molto più rilevante per il mondo dei professionisti è il nuovo Capitolo Repower EU , che vale circa 19 miliardi, di cui circa 3 sono risorse aggiuntive erogate dalla Commissione e il resto sono risorse che derivano dalla riallocazione dei fondi del PNRR e dai fondi di coesione. Il capitolo Repower, che si pone l’obiettivo di migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas, diversificare gli approvvigionamenti e incentivare l’efficienza energetica degli edifici, si compone di 3 capitoli (Reti, Transizione verde ed efficientamento energetico e Filiere) e di alcune riforme settoriali, come la riduzione dei costi di connessione alle reti della produzione di biometano, lo sviluppo delle Green Skill , la definizione di un Testo unico rinnovabili.
Il primo investimento di REPowerEU (Reti – Tab 1) contiene un primo gruppo di progetti volti al rafforzamento strategico delle reti elettriche di trasmissione e distribuzione dell’energia (subchapter A), tra cui anche il collegamento a corrente continua Italia–Corsica–Sardegna per lo scambio di energia elettrica tra la terraferma italiana, la Corsica e la Sardegna. Un secondo gruppo di progetti riguarda invece le reti di trasmissione del gas (subchapter B), nella prospettiva della conversione degli impianti al trasporto di idrogeno.
Tab. 1 Primo investimento - Reti

Il secondo investimento (Transizione verde ed efficientamento energetico- Tab.2) si concentra su 4 aspetti: 1) la produzione di energie rinnovabili (subchapter A); 2) le misure a favore delle attività produttive (subchapter B), tra cui gli incentivi Transizione 5.0 green e i crediti di imposta e 3) gli investimenti dedicati all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e privato (subchapter C) e infine il cosiddetto eco bonus sociale che mira a promuovere l’efficientamento energetico delle abitazioni delle famiglie a basso reddito per affrontare il problema della povertà energetica. Nel complesso sono 10 investimenti che assorbono complessivamente circa 15 miliardi di euro.
Tab. 2 Secondo investimento – Transizione verde e efficientamento energetico


L’ultimo investimento (Filiere- Tab.3) si concentra sulle misure di sostegno alle catene del valore, per la competitività del sistema Italia, focalizzandosi sulla promozione delle filiere dell’energia rinnovabile, soprattutto nella prospettiva dell’economia circolare e del recupero dei materiali rari. Le 2 proposte intendono l’approvvigionamento delle materie prime critiche e l’adozione di tecnologie net zero a supporto delle filiere del made in Italy.
Tab. 3 Terzo investimento – Filiere

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Gio 02 Ott, 2025
